Certo che esiste Babbo Natale!

Certo che esiste Babbo Natale!

Lo conosciamo come il vecchietto paffuto che consegna regali ai bambini di tutto il mondo. Slitta svolazzante trainata da magiche renne nell’innevata notte di Natale. Per il resto dell’anno io lo immagino sdraiato su una spiaggia dei tropici con camicia hawaiana a sorseggiare un cocktail alla frutta, un po’ come il mago Merlino de “La spada nella roccia” quando parte per Honolulu.

Possiamo chiamarlo Babbo Natale, Santa Claus, Kris Kringle, San Nicola… Una cosa è certa: la sua presenza è fondamentale per dare luogo alla magia delle feste, per farci sentire tutti più buoni, per regalare dolcetti e sorrisi a piccoli e grandi.

Ma chi è davvero Babbo Natale?

L’arzillo vecchietto rappresenta ben più di un fattorino vestito di rosso che consegna pacchetti. Riveste in realtà diversi ruoli indispensabili per lo sviluppo e la crescita, per questo è importante che i bambini credano in lui.

Allenatore di immaginazione

Com’è fatta la sua casa? Cosa fa durante l’anno? Ha dei difetti caratteriali o è praticamente perfetto come Mary Poppins?

Fin da piccolissimi i bambini sono portati a farsi domande sull’aspetto di Babbo Natale, sul suo carattere, immaginando ciò che non possono conoscere. Il pensiero creativo si realizza poi nella pratica escogitando modi per raggiungere il panciuto vecchietto, per fargli avere la preziosa letterina, per accoglierlo al meglio quando entrerà nelle case la notte della vigilia.

Babbo Natale è quindi, prima di tutto, allenatore di immaginazione e creatività.

Promotore di dubbi

Come fa a girare tutto il mondo in una notte? Perché somiglia così tanto a zio Gianni e non ci sono mai tutti e due alla festa della vigilia? Perché le renne e la slitta non lasciano impronte nella neve quando atterrano?

Crescendo, i bambini confrontano l’immagine di Babbo Natale con la realtà che sperimentano quotidianamente. Imparano a mettere in dubbio ciò che non li convince e a ricercare spiegazioni accettabili. Santa Claus, con le sue incongruenze, diventa allora promotore di ragionamento e pensiero critico.

Stimolatore di una coscienza emotiva armoniosa e fiduciosa

Secondo lo psicanalista Bruno Bettelheim, le fiabe sono uno strumento interessante e funzionale per supportare il bambino nel corso della sua crescita e nei processi di simbolizzazione. I personaggi, infatti, possono rappresentare uno strumento di decodificazione della realtà e fornire le chiavi di lettura per superare conflitti e paure.

E’ quindi fondamentale tenere intatto il bagaglio della speranza e della gioia, indispensabile poter dire “io credo, io mi fido”. Babbo Natale è la personificazione della speranza, della fiducia, del sogno possibile. È l’icona dell’uguaglianza e del “siamo tutti più buoni”.Rappresenta il ponte simbolico tra fiaba e realtà. Babbo Natale sa azzerare le distanze, è il sogno di tutti, per tutti. È un atto di fiducia, di amore creativo senza discriminazioni. Permette quindi ai bambini di costruirsi una coscienza emotiva armoniosa e fiduciosa.

Volontà esterna con cui confrontarsi

Non è semplice ottenere ciò che desideriamo. Bisogna scrivere una letterina e decorarla con tanti disegni, usando una bella grafia se no Babbo Natale non capisce. Bisogna scegliere i regali davvero importanti, perché non se ne possono chiedere troppi. Alcune cose non si possono ottenere, perché la magia di Babbo Natale non può, per esempio, resuscitare i morti o far tornare indietro il tempo. E bisogna comportarsi bene per tutto l’anno, altrimenti nelle calze troveremo solo carbone (ma quello dolce, quindi poi in ogni caso non va tanto male).

Babbo Natale rappresenta in questo senso una volontà esterna con cui necessariamente bisogna rapportarsi, che può decidere di accontentarci oppure no. Il desiderio, l’impegno e l’attesa insegnano che si può sognare, ma sempre ponendosi obiettivi realizzabili. E se ci si dà da fare nella vita, alla fine le belle sorprese arrivano.

Portatore di condivisione (in due diversi significati)

Condivisione 1

Il laghetto di carta stagnola nel presepe e l’albero illuminato (con il gatto che aggredisce le palle brillantinate). La tombola e il mercante in fiera. Il latte per le renne e la corsa per scartare i regali in pigiama. “Una poltrona per due” e la pubblicità della Coca Cola. Il Natale, e con esso Santa Claus in veste di autorevole portavoce della più importante magia dell’anno, è da sempre simbolo di ritualità. Rappresenta l’agognata pausa dalla scuola e dal lavoro. È il momento in cui tutta la famiglia si riunisce per condividere insieme tempo di qualità.

Condivisione 2

Non ho potuto fare a meno di ascoltare, al supermercato, la conversazione di una mamma, al telefono con il marito, davanti a uno scaffale del reparto giocattoli: “dai controlla se sulla letterina c’è almeno il colore…Non c’è? Merda! Babbo Natale dovrebbe sapere il colore…Stasera dobbiamo anche scrivere la risposta, ma ricordiamoci di cambiare calligrafia perché già l’anno scorso mi sembrava un po’ sospettoso…Sì sì tranquillo, Marta è dei nostri, sfodera il suo sguardo carico di pietà e commiserazione ogni volta che qualcuno dice davanti a suo fratello che Babbo Natale non esiste…Poi passi tu dai nonni a prendere i loro regali? Sì sì li nascondiamo tutti nel mio bagagliaio fino alla sera del 24”.

Gli adulti condividono, tra loro e con i ragazzi ormai cresciuti, il segreto di Babbo Natale. Non è un imbroglio o una bugia. È cooperazione, impegno collettivo per far sì che la magia abbia luogo per i più piccoli, ancora una volta.

Come rispondere ai dubbi dei bambini?

È importante lasciare che i bambini credano a Babbo Natale e non forzare le cose, ma prima o poi arriverà il momento del dubbio. E bisogna essere pronti a reagire.

È normale restare un po’ spiazzati specie se i bambini fanno domande dirette. Ma bisogna mantenere la calma ed evitare risposte “crudeli”. Il passaggio dalla certezza al dubbio deve essere fluido, naturale, amorevole, dolce.

Ricordiamo prima di tutto che i bambini pongono queste domande quando sono emotivamente pronti ad accettarne la risposta. È possibile aiutarli accogliendo le loro perplessità e stimolandoli alla ricerca autonoma di risposte: “è vero, Babbo Natale fa tante cose un po’ strane, come pensi che ci riesca?”; “hai ragione somiglia molto allo zio, secondo te per quale motivo?”.

Come affrontare lo scetticismo del mondo?

Prima o poi, è inevitabile, i bambini si imbattono in qualcuno che, più o meno crudamente, mette in dubbio la loro fede in Santa Claus. Anche in questo caso, è importante mantenere la calma per far sì che il passaggio verso una più matura consapevolezza sia dolce e naturale.

Giada, 9 anni, lacrime agli occhi e voce in frantumi: Andrea le ha detto che Babbo Natale non esiste e che lei è scema se non si è accorta che fanno tutto i genitori.

“Esiste!” la supporta il suo amico Mattia “la nonna mi ha spiegato che quando si diventa grandi Babbo Natale si fa aiutare dalle mamme e dai papà, perché lui deve insegnare il Natale ai bambini più piccoli. Ma sta sempre attento a cosa fanno i genitori, li consiglia e suggerisce i nostri desideri se serve. Qualche volta può anche prestare un po’ della sua magia, tipo quando mia mamma doveva portare l’albero su per le scale: era pesante ma ci è riuscita lo stesso grazie alla forza magica di Babbo Natale”.

Babbo Natale conosce i sentimenti di piccoli e grandi, è sempre presente per chi lo accoglie, ma non disturba chi non crede, rispetta il modo di pensare di tutti. Come in ogni altro ambito, il rispetto reciproco dev’essere alla base del rapporto tra credenti e scettici.

Giada è tornata da Andrea a testa alta e gli ha risposto: “Se tu non ci credi sono affari tuoi, non sai cosa ti perdi. Ma io e Babbo Natale non ti abbiamo mai offeso quindi sei pregato di fare lo stesso con noi!”.

Veronica, ma secondo te Babbo Natale esiste?

Certo che esiste! Esiste in una parola gentile, in un biglietto fatto a mano. Esiste nelle lasagne che non possono mancare al pranzo del 25 dicembre. Esiste nella risata per un regalo improbabile. Esiste nella tombola e nei pacchetti scartati in famiglia. Esiste nei biscotti allo zenzero. E, ovviamente, esiste nella figura di un magico nonno paffuto vestito di rosso.

Babbo Natale esiste per tutti quelli che credono in lui. E – forse l’avevate intuito – io ci credo!

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