La vacanza con i bambini: diversamente riposante

Lunedì mattina rientro dalla vacanza con i miei bambini e i colleghi mi chiedono: riposata?….riposata??

Ma come noi genitori sappiamo, una vacanza riposante con i bambini è un po’ come il ghiaccio bollente: un ossimoro.

Formazione della vacanza: Mattia, piccoletto di 2 anni e mezzo, Elisa, sorella “grande” di sette anni e mezzo, nonna Cesy, un po’ acciaccata, ma desiderosa di farsi una vacanza con gli adorati nipotini ed infine io… reduce da un anno lavorativo intenso, stanchissima, ma colma di buoni propositi.

Prima di partire me la immagino come una di quelle belle foto da catalogo di villaggi turistici, con mamma e bambini che saltano all’unisono in riva al mare. Peccato che in riva al mare tutti insieme non ci siamo mai arrivati. Mattia ha messo i piedi in acqua due volte, la prima mattina e l’ultima. Per il resto ha pianto perché il mare “paua”. Pianto perché la piscina “paua”. Pianto perché la sabbia scotta, ma le ciabattine “no!”. Pianto perché in braccio o niente e nel passeggino “no, no e poi no”!!

Nel frattempo Elisa, tutta presa dalle novità locali, è stata una continua richiesta: ghiaccioli, caramelle, anguria, giretto sulla giostra, focaccina del mattino, andiamo alla boa, tuffiamoci in piscina,… Tutto nella norma. Siamo in vacanza e le cose speciali ne fanno parte, ma le richieste, moltiplicate per due, nello stesso momento, su cose completamente diverse… che stress!!

Cerco di tenere le fila di tutto, di creare delle routine per Mattia, di lasciare Elisa sperimentarsi e divertirsi, nel frattempo porto su e giù dall’appartamento in cima a una bella salita, fino alla spiaggia, e ritorno, passeggino, borsa frigo, borsa mare e co., nella settimana più calda dell’estate 2019. Dopo pranzo passeggiata da un’estremità all’altra di Varazze per far dormire nel passeggino il cucciolo,  perché eccitato dall’aria di mare non riesce ad addormentarsi. La sera il bagnetto si trasforma in una seduta con l’esorcista. Una vicina mi ha chiesto se andava tutto bene da quanto piangeva disperato Mattia.

Devo ammettere che nonostante sappia che

  • per i bambini piccoli i cambiamenti sono faticosi
  • stare lontani da casa inizialmente non sembra ai bimbi una bellissima esperienza come ce lo immaginiamo noi grandi
  • opporsi è il modo per affermare se stessi e tenere il controllo

mi sono chiesta a tratti dove e cosa abbia sbagliato. Mi sono arrabbiata e ho alzato la voce. Ero anche pronta a mandare a quel paese la gente che mi guardava male mentre mettevo Mattia urlante nel passeggino dopo mezz’ora di “in braccio”, cammino, spingo il passeggino, mi siedo per terra piangendo e lamentandomi perché nulla mi va bene.

Però sono per natura ottimista e propensa a prendere il meglio delle situazioni. Quindi accantonata la parola “riposo”, e anche il pensiero di aver sbagliato come mamma, mi porto comunque a casa lo stacco: dal telefono, abbandonato in appartamento per tutto il giorno; dal computer, riposo vero per gli occhi, che hanno potuto ammirare le diverse sfumature del mare, i colori allegri delle case liguri e i voli dei gabbiani; dalla macchina, trovato un parcheggio non l’ho più mossa da lì (in parte per il terrore di non ritrovare un posto!); dalle posizioni sedentarie, solo lunghe camminate, nuotate, tuffi, corse…

E mi tengo bene stampati nella memoria i momenti belli: le passeggiate della sera accanto al mare argentato, la cena di pesce con i nonni, la faccina sorridente di Mattia con il suo cono gelato, gli abbracci in piscina con Elisa, Mattia che fa le coccole e dice “ti voglio bene”, le chiacchierate e i caffè con la nonna Cesy, constatare che il primo settennato di Elisa è finito e lei sembra così cresciuta e autonoma, l’oretta di lettura sul terrazzo, quando tutti sono andati a dormire.

La fatica è solo del momento e passa in fretta, mentre l’ esperienza di stare insieme, divertirsi, vivere vicini e trovare un modo per litigare meno tra fratelli, gli abbracci… Questo è quello che rimarrà di questa vacanza. Ed è ciò che spero davvero rimanga nella testa e nel cuore dei miei piccoli, un mattoncino di esperienze felici che costruiscono la memoria di famiglia!

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